S.O.S. solitudine
Inserito da micio naufrago (non verificato)
Una bottiglia nell'oceano e in essa un pallido messaggio:
Non credo ci sia qualcuno che voglia soffermarsi a discutere con me
di un viaggio che sia anche un tuffo nell'anima...siete troppo presi
dall'esaltare il vostro EGO e non c'è mai posto per altri che non sia-
no funzionali ai vostri interessi....
Chissà dove andrà questa bottiglia e chi la raccoglierà....
micio naufrago
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S.O.S. solitudine
be...non posso fare a meno di rispondere al tuo appello!
per me il viaggio anche questo: casualitˆ, e anche un p˜ di colpi di testa e confondersi tra la gente del posto.
ricordo quando anni fa sono andato in stazione dei treni e ho preso il primo treno in partenza...bello!...bello poter avere il lusso di lasciarsi andare senza troppe formalitˆ e soprattutto evitando i luoghi comuni dei viaggi che poi al ritorno a casa non lasciano altro che lo spazio per un breve racconto agli amici e ai colleghi di lavoro.
...sento di aver colto la tua "bottiglia" e ora la rimetto in questo grande mare per farla giungere ad altre destinazioni.
oscar
S.O.S. solitudine
...grande entreè,Oscar....
mi chiedo se sei anche il classico "fanatico" di quei viaggi che magari
senti che rappresentano un tuffo nell'anima,rivoltandone i recessi
più profondi...ma sai anche quanta prudenza occorre per arrivare
in un luogo e non sembrare che tu stia calpestando le locali sensi-
bilità e suscettibilità....
Qualcun'altro ha raccolto la mia bottiglia?.....
S.O.S. solitudine
Non ho ben capito se ti riferisci solo al viaggio interiore, o ad un viaggio "vero" che possa avere avuto risvolti più profondi nell'animo di chi lo ha fatto.
Io ti posso raccontare la mia esperienza: sono partita per un viaggio di 20 giorni in India il giorno stesso che ho ritirato il resposo medico dal quale risultava che avevo un tumore. Non ho potuto rinunciare al viaggio, perchè la rinuncia mi avrebbe costretto ad informare i miei anziani genitori della malattia, e questo non era il mio intendimento.
Ti posso assicurare che quel viaggio che ho fatto 5 anni fa (e questo significa che ora sto benissimo e sono perfettamente guarita) è stato qualcosa di profondissimo, che mi ha dato la possibilità di trovare dentro di me (e in questo cogliendo dagli indiani, dal loro atteggiamento nei confronti della vita e delle avversità di tutti i giorni) una forza incredibile per affrontare l'operazione e le cure che ho dovuto subire al ritorno.
Spesso, durante il viaggio e anche dopo, mi sono chiesta perchè non ho rinunciato a partire, inventando magari una "balla" con i miei per giustificare la mancata partenza, e la risposta che mi sono data è che per me viaggiare non è solo mettere un "bandierina" sul mappamondo, ma anche mettermi alla prova nelle difficoltà e nelle avversità che un viaggio spesso presenta.
E in quel viaggio in India le avversità da affrontare erano soprattutto dentro di me, nella paura di quello che sarebbe iniziato al mio ritorno a casa e nella incertezza del futuro. E l'idea che la sconfitta della malattia mi avrebbe permesso di fare tanti altri viaggi e di continuare a vedere fuori e dentro di me è stata la molla che mi ha fatto vincere.
Ciao Micio
Titti
S.O.S. solitudine
Titti,davvero un racconto che t'attraversa l'anima e ti sospinge a
riflettere sul valore da dare alla vita anche quando si sta per attra-
versare un'esperienza così "borderline" come la tua.
Ma l'India,forse,ti ha dato anche la forza per riuscire a lottare con-
tro il male da una posizione più ricca di rinnovata spiritualità,dato
che non è possibile approdare in quel Paese e restare insensibile
alle sue immagini a volte strazianti e ad alto impatto...
Questa tua è una condivisione,in pubblica,della tua vicenda che
poteva assumere un connotato definitivo e scontato e invece la
lotta ha significato il trionfo della vita e forse una nuova dimensio-
ne esistenziale e spirituale...
Vorrei,altresì,che da queste vicende narrate o da pensieri espressi
ad esse collaterali,ne uscisse anche un incoraggiamento a viaggiare
e/o a definire meglio se c'è qualcuno che,lasciatosi alle spalle un
vissuto particolarmente drammatico,abbia voglia di ripartire con la
vita,provando proprio a....ripartire!
Micio
S.O.S. solitudine
ciao Micio,
..forse non dovrei dire nulla,davanti alla forza ed al coraggio di Titti e davanti alla tristezza profonda che traspare dalla tua anima..
Non dovrei dire nulla io,che con un mese di ferie arretrate da fare"per forza",piena di piccoli grandi progetti,con una nuova lingua appena imparata,piena di opuscoletti e guide...mi sono arenata sulla stessa spiaggia dove ho visto la tua bottiglia x l'incapacita' di vedermi da sola in un qualsiasi bellissimo posto del mondo!
...qualsiasi viaggio...qualsiasi posto..mi avrebbe ricordato altri viaggi e altri posti che ho visto insieme ad altri due occhi.
E non ce l'ho fatta a partire...e a ripartire..
un bacio
Barbara
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