Da Istanbul a Taskent in moto

Ritratto di Savino Larosa
Anno: 
2010

DA ISTANBUL A TASKENT
Racconto di viaggio a cura di Savino Larosa
Introduzione,
GIUGNO 2010, sono partito da Andria con il mio amico Antonio, insieme raggiungiamo l’aeroporto di Roma Fiumicino dove un volo ci conduce a Istanbul, li ad attenderci troviamo Stefano che grazie alla sua conoscenza di tutta l’Asia centrale ha perfettamente studiato l’intero percorso del viaggio che prevede l’attraversamento in moto di diverse nazioni, quali: TURCHIA, ARMENIA, AZERBAIJAN, TURKMENISTAN ed UZBEKISTAN, dalla capitale di ques’ultima TASKENT tra 17 giorni partiremo per il rientro con un volo diretto a Roma e scalo proprio ad Istanbul dove tutto comincia. BUON VIAGGIO
Il primo nucleo di Istanbul nacque sul versante Europeo del Bosforo con l’insediamento greco di Byzantion che si estendeva tra il Mar di Marmara e il Corno d’Oro, successivamente l’imperatore Costantino il Grande governò la città per più di mille anni dandole il nome di Costantinopoli, capitale del Regno di Bisanzio, solo nel 1923 con la creazione della Repubblica Turca Istanbul dovette cedere il titolo di Capitale ad Ankara.
Noi arriviamo a Istanbul nel 2010 in una calda serata di giugno e con molto affetto salutiamo Stefano che ci conduce al nostro hotel dove troviamo anche le moto che ci accompagneranno in questa avventura. Il giorno seguente è interamente dedicato alla visita della città quindi ci spostiamo dal nostro hotel situato a due passi dalla Torre di Galata nel centro storico nuovo verso il centro storico antico attraversando proprio il Ponte di Galata sullo stretto del Bosforo, appena entrati nel centro storico antico assaporiamo l’intenso profumo di cannella, timo, cumino, zafferano e menta, proveniente dal Bazar delle spezie che pervade tutta la città, proseguendo ci si trova subito nel bel mezzo del Gran Bazar, un vero labirinto con più di 4000 negozi suddivisi per categoria, proprio come indicano i nomi delle Vie: Via degli Orefici, dei Mercanti, dei Tappeti ecc… Usciamo dal Gran Bazar (cosa non facile) e ci dirigiamo verso il Palazzo Topkapi Sarayi centro dell’impero Ottomano tra il XV e XIX sec. al suo interno è racchiuso un enorme tesoro che, solo in parte viene esposto al pubblico, tra cui l’inestimabile collezione di miniature di manoscritti medioevali e le reliquie del Profeta Maometto custodite nel padiglione del Mantello Sacro. Lasciamo il palazzo è ci rechiamo nell’adiacente Museo di Santa Sofia, questo edificio risalente al VI secolo era considerato l’edificio sacro più importante del cristianesimo quindi la chiesa più importante di Istanbul, trasformata in Moschea dopo la conquista Ottomana di Costantinopoli e, solo in tempi recenti (1934) l’edificio e stato adibito a Museo. La giornata è trascorsa molto velocemente quindi ci rechiamo in un ristorante tradizionale turco per assaporare qualche specialità del posto, poi raggiungiamo l’hotel. L’indomani visitiamo la Moschea Sultan Ahmet Camil, comunemente conosciuta con il nome di Moschea Blu per via delle sue pareti, archi e colonne interamente rivestite di splendide maioliche di colore blu che, rischiarite dalla luce solare che filtra dalle 260 finestrelle conferisce alla grande sala di preghiera un’atmosfera surreale, altra particolarità di questa Moschea risalente al XVII secolo e la presenza di ben sei minareti, superata in questo solo dalla Moschea della Kaaba alla Mecca che ne ha sette. Successivamente visitiamo anche la Moschea di Solimano progettata nel XVI secolo, caratterizzata dalla sua cupola alta 53 metri e con un diametro di 27.5, la sala preghiera può ospitare più di 5000 persone. Siamo quasi al tramonto ma c’è ancora tempo per salire su un vaporetto e navigare sul Bosforo, anzi è proprio la luce rossastra del sole al tramonto che riflettendo sull’acqua conferisce a questa città un’atmosfera unica, come è unico il fatto che questa metropoli sia la sola al mondo ad occupare due continenti Europa e Asia. Sarebbe bello trascorrere la serata nei tanti quartieri pieni di ristoranti, night-clubs e Jazz clubs, ma preferiamo rientrare in hotel è sistemare le nostre moto per cominciare a macinare chilometri.
L’indomani alle prime luci dell’alba partiamo per Ankara capitale della Turchia, città moderna proiettata verso il futuro, qui poco più di un secolo fa c’era solo un borgo sperduto nella sterppa. Secondo la legenda il nome di Ankara proviene dall’antico nome della città Anchira cioè l’ancora, infatti Re Mida ricevette in sogno da Dio l’ordine di fondare una città la dove avesse trovato l’arca di Noè, l’Arca non fu mai trovata, ma in cima ad una collina alta 900 metri ed a 400 chilometri dal mare fu trovata un ancora che secondo Re Mida appartenesse all’Arca di Noè, per cui vi fondò Anchira (l’ancora). Visitiamo il Mausoleo di Ataturk costruito nel 1953 la cui architettura concilia moderno e passato, successivamente ci spostiamo nel quartiere di Kocatepe per visitare l’omonima Moschea, la più grande della città edificata tra il 1967 ed il 1987, la sua architettura in stile Ottomano presenta quattro minareti. Un’altra Moschea decisamente più antica risalente al XV secolo e la Moschea Haci Bayram fatta costruire in onore dell’omonimo poeta e situata nel quartiere di Ulus, dove si trova anche la sua tomba, nello stesso quartiere si trova anche la Moschea di Ahi Elvan. Oltre alle tante Moschee la città offre molte altre attrattive come numerosi musei e bellissimi parchi, noi però ci spostiamo alla Cittadella la cui costruzione fu iniziata dai Galati e portata a termine dai Romani, oggi molte case del centro storico sono state restaurate e adibite a ristoranti che, vista l’ora, ne scegliamo uno, dopo cena rientriamo in hotel. La mattina seguente lasciamo Ankara e ci spostiamo nei dintorni di essa dove ammiriamo dei bellissimi paesaggi come quello intorno al Lago di Golbasi e il Monte Elmadag alto 1855 metri situato a 23 km da Ankara. Proseguiamo il nostro viaggio e raggiungiamo un luogo incantato I “camini delle fate” ovvero la Cappadocia un labirinto costituito da torri, crepacci, canyon e pinnacoli scolpiti dalla natura in milioni di anni, oltre a ciò che si vede ammirando il paesaggio, in Cappadocia esistono anche vere e proprie città sotterranee, come quella di Derinkuyu formata da ben nove piani sotterranei dove ci si rifugiava in caso di incursioni nemiche. Dopo aver visitato questi luoghi ci sistemiamo nella città di Urgup, a ridosso del Parco Nazionale del Goreme patrimonio dell’umanita dal 1985, da qui il giorno seguente ci spostiamo verso la Valle di Pancarlik dove visitiamo la Chiesa di Kepez edificata nel X secolo, attraversiamo diversi villaggi come quello di Cemil e raggiungiamo la Valle Keslikdove ammiriamo la Chiesa di Karakilise e la Chiesa di Meyvali, successivamente raggiungiamo la città di Avanos sulle rive del fiume rosso, questa città è conosciuta per il suo artigianato, soprattutto ceramica ma anche tessuti e tappeti, lasciata la città di Avanos ci fermiamo sulla strada tra Nevesehir e Urgup per ammirare la fortezza di Ortahisar e nella vicina Valle di Hallac l’omonimo Monastero, poi rientriamo in hotel. Nei due giorni seguenti affrontiamo uno spostamento di 1650 chilometri verso est giungendo sino alla città di Baku capitale dell’ Azerbaijan sulle rive del Mar Caspio, la sosta notturna la effettuiamo dopo 700 chilometri nella città di Erzurum in Turchia. Arrivati a Baku scopriamo una città molto diversa da come l’avevamo immaginata io e Antonio, meno sorpreso Stefano che come già detto, è esperto dell’Asia centrale, con oltre due milioni di abitanti Baku è una città più che moderna, aperta al turismo, situata tra occidente e oriente proprio sulla Via della Seta, appena giunti in città ammiriamo il monumento simbolo di Baku ovvero la Torre della Vergine edificata nel XII secolo con mura spesse ben 5 metri, si pensa che il nome sia dovuto proprio allo spessore inviolabile delle mura come la verginità di una fanciulla. E’ già tardo pomeriggio quindi decidiamo di recarci i hotel per una rinfrescata, poi riscendiamo per cena, così verso le 19.30 siamo in cerca di un ristorante e mezz’ora dopo la nostra tavola e imbandita di pietanze tradizionali, riso e kebab a base di pollo, agnello, montone e vitello, molto usate anche le verdure, sembra quasi di essere ancora in Turchia. Il giorno seguente ci imbarchiamo da Baku per l’attraversata del Mar Caspio che con una superficie di 390.000 chilometri quadrati è il mare chiuso più grande al mondo, i fiumi affluenti al Mar Caspio sono addirittura 130 anche se il Volga da solo apporta l’ottanta per cento d’acqua, il Mar Caspio bagna ben cinque stati: Russia, kazakistan, Turkmenistan, Iran e Azerbaijan, noi sbarchiamo dopo quasi 16 ore nel porto di Turkmenbashi in Turkmenistan. L’indomani partiamo per la capitale Ashgabat, città moderna, con grandi viali alberati, raggiungiamo l’Arco della Neutralità, un monumento simbolo eretto su un tripode nel 1998 è alto 75 metri, sulla sua sommità si trova la statua del presidente Saparmurat Niyazov, successivamente visitiamo la Moschea Ertogrulgazi edificata nel 1997 è la principale moschea del paese, a soli 25 chilometri dalla capitale raggiungiamo il sito archeologico di Nisa dove ci sono i resti dell’antica capitale del regno dei Parti, successivamente visitiamo i resti dell’antica Moschea di Anau crollata inseguito al terremoto del 1948. Il giorno seguente ci spostiamo sui Monti Kopet Dag per visitare la grotta Kov-ata all’interno della quale si trova il Lago Sotter-rano di Bacharden molto apprezzato per le sue qualità terapeutiche, trascorriamo in zona l’intera giornata e solo al tramonto rientriamo ad Asgaba. Alle prime luci dell’alba inforchiamo le nostre moto ed affrontiamo un altro spostamento impegnativo, raggiungendo Mery e il vicino sito archeologico di Merv, patrimonio dell’umanità dal 1999, ma considerando l’ora di arrivo rimandiamo la visita all’indomani, questo sito presenta una forma archeologica stratificata dovuta ai numerosi insediamenti che nei secoli si sono susseguiti, visitiamo anche il Mausoleo di Sultan Sanjar risalente al XII secolo. Trascorriamo la notte nella città di Mary, l’indomani lasciamo la provincia di Mary e ci dirigiamo verso Bukhara a 450 chilometri di distanza, dopo quasi 300 chilometri nei pressi del confine con l’Uzbezistan decidiamo di fermarci ancora una notte in territorio Turkmeno e precisamente a Turkmenabat, primo perché è meglio passare la frontiera di giorno e secondo perché è vivamente sconsigliato viaggiare di notte. Il giorno seguente raggiungiamo Bukhara, il cuore della Via della Seta, questa città à vissuto il suo momento d’oro intorno al novecento sotto il regno di Ismail Samari, un sovrano tanto amato dal popolo che quest’ultimo continuato a commemorarlo anche 40 anni dopo la sua morte, spinta dal suo enorme successo commerciale, Bukhara nel X secolo contava più di trecentomila abitanti, centinaia di Moschee e altrettante Madrassah (scuole coraniche) a cui affluivano studenti persino dall’Arabia e dalla Spagna, il sogno s’infranse quando Shah di Khorezm signore di Bukhara fece giustiziare quattrocentocinquanta mercanti mongoli, Gengis Khan replicò come suo solito facendo radere al suolo la città, da quel momento la città fu bersaglio di tante altre invasioni è perse per sempre il suo valore nobile. Nonostante tutto, all’interno dell’Ark la cittadella sopravissuta ai vari invasori, si trovano gli appartamenti degli eredi al trono, le moschee, la zecca e il tesoro, gli alloggi per migliaia di servitori e anche il carcere. Giornata decisamente intensa, stanchi ma appagati da tanto fascino raggiungiamo l’hotel. Il nostro viaggio sta giungendo al termine, l’ultima tappa prima giungere all’aeroporto di Taskent e Samarcanda, solo pronunciare il suo nome evoca emozione, rispetto agli altri centri carovanieri Samarcanda sorge al crocevia di ben tre rami principali sulla Via della Seta controllando non solo il commercio tra Oriente ed Occidente, ma anche quelli diretti in India facile comprendere perché per millenni sia stata la città principale di tutta l’Asia centrale. Noi per la verità restiamo un po’ delusi in quando del fascino che fu non resta un gran ché oltre alle macerie. Visitiamo comunque ciò che di bello rimane o è stato edificato successivamente come le tre Madrase in Piazza Registan e il Mausoleo di Gur-e Amir dove è conservata la tomba di Tamerlano, il “grande” Emiro che conquistò una vasta aria dell’Asia centrale è scelse Samarcanda come capitale di essa. Trascorriamo la serata in un piccolo ristorante assaporando ancora una volta le gustose e speziate specialità locali, con la consapevolezza e l’amarezza di dover lasciare questi luoghi incantati. Passiamo questa ultima notte in Asia, l’indomani percorriamo i nostri ultimi 280 chilometri che ci dividono dall’aeroporto di Taskent per un totale di oltre 4000 chilometri percorsi, arrivati a Taskent consegniamo le moto che con un volo torneranno ad Istanbul, ed è proprio ad Istanbul che salutiamo Stefano, ringraziandolo per l’ottima organizzazione e soprattutto per le molteplici emozioni che questo viaggio ci ha regalato.

Savino Larosa

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